Lc 11,27-28
Beato il grembo che ti ha portato! Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio. | |||
Commento su Lc 11,27-28 È un cuore di mamma mediterranea quello che si alza dalla folla. Un complimento che suscita imbarazzo e ilarità fra i discepoli che stanno ascoltando il Signore. Una mamma che invidia la mamma di Gesù, la fortuna che ha avuto nell'avere un figlio così bravo e famoso di cui potersi vantare! Gesù non si fa spiazzare e, sorridendo, ribatte: ancora meglio è accogliere la Parola e realizzarla. Come già detto altrove, il Signore propone un nuovo legame fra i discepoli, un legame basato sulla conoscenza di Dio, sulla condivisione di un progetto, sulla meditazione fattiva della Parola di Dio. È un modo completamente nuovo di vedere le relazioni famigliari, fecondate, santificate e superate dalla nuova prospettiva evangelica. Beati noi che abbiamo la fortuna immensa di avere accolto il Vangelo col cuore spalancato! Beati noi che scrutiamo la Parola ogni giorno per trovarvi luce e pace! Beati noi che viviamo in questo mondo con lo sguardo rivolto verso le cose invisibili che lo abitano! Beati noi che cerchiamo di scrutare e rintracciare il grande progetto di Dio negli eventi tumultuosi di questo mondo! Beati noi! |
venerdì 9 ottobre 2015
Vangelo del giorno 10/10/2015
giovedì 8 ottobre 2015
Vangelo del giorno 09/10/2015
Lc 11,15-26
Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. | |||
Commento su Lc 11,15-26 "Se io scaccio il demonio con il dito di Dio, è giunto a voi il Regno di Dio." Lc 11,15-26 Come vivere questa Parola? Questa Parola è inserita nella diatriba suscitata dai soliti oppositori di Gesù che ora appena terminato di guarire un muto. Egli è dunque costretto a difendersi da un'accusa molto pesante: quella di scacciare i demoni con l'aiuto di satana stesso che qui è chiamato Belzebul. Gesù non si scompone. Egli, che è la Verità in persona, fa luce di verità chiamando in causa quei discepoli degli accusatori che essi pure presumono di scacciare il demonio, ma in nome di Belzebul che è la personificazione stessa del male. Chiaramente Gesù è sulla sponda opposta al loro argomentare e ne ha piena consapevolezza, tanto da poter affermare che questi discepoli diverranno poi gli accusatori e i giudici dei loro stessi cattivi maestri. Un disastro enorme! Ecco, per contrasto, risplende il dire e l'operare di Cristo Gesù che non abbisogna affatto di chissà quale forza per scacciare il demonio, ma semplicemente invoca "il dito di Dio", cioè l'intervento di Colui che ci è Padre. Proprio questa vicinanza, questa affidabilità del Padre non solo ci rende consapevoli del Suo tenerissimo e onnipotente aiuto, ma ci garantisce che là dove si vive in Gesù, cioè nel suo modo di valutare e di agire, il Regno di Dio con la sua pace è già cominciato: nel cuore, in famiglia e attorno a noi. Grazie, Gesù! In un tempo come il nostro segnato da tanta confusione e creduloneria, noi, pur credendo che il maligno (Belzebul) agisce nel mondo, ci affidiamo alla tua onnipotenza che, con il dito di Dio, può liberarci e salvarci dal male. |
Vangelo del giorno 08/10/2015
Lc 11,5-13
Chiedete e vi sarà dato. | |||
Commento su Lc 11,5-13 «Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!». Lc 11,5-13 Come vivere questa Parola? L'insegnamento della preghiera è per Gesù di massima importanza. Egli infatti sa con assoluta certezza che chi "chiede cerca bussa" alla porta del Padre Celeste, otterrà troverà, gli sarà aperto. Proprio per dimostrare l'assolutezza di questa verità, Gesù narra la parabola di un Padre in normale rapporto di affettuosa comunicazione con il Figlio amato. La bellezza del racconto sta tutta nei forti contrasti su cui si impianta la domanda: può forse un padre dare una pietra in risposta al figlio che gli sta chiedendo un pane? Altro icastico contrasto; quello della serpe invece del pesce. Immaginiamo la paura del ragazzo che, al padre forse pescatore di buon pesce, ne ha chiesto per sfamarsi; gli viene invece presentato un serpente. Infine un contrasto ancora più forte: quello tra un semplice ma salutare uovo chiesto dal figlio e quel velenosissimo animale che vien dato: uno scorpione. Con questa cornice di forte colore narrativo che stimola l'immaginazione, Gesù più decisamente sospinge l'attenzione in Alto. In che senso? Perché se è impensabile per Gesù che un padre si abbrutisca nel dare risposte cattive di fronte al reale bisogno del figlio affamato, tanto più è impensabile che il Padre del Cielo ricusi il dono per eccellenza: lo Spirito Santo a chi glielo chiede pregando. Signore, a volte sperperiamo la preziosità della preghiera in richieste stupide o di poco conto, o tutte riguardanti l'ambito delle cose materiali o quello soltanto della nostra famiglia. Ti prego, sveglia il nostro cuore, perché soprattutto chiediamo che sia acceso vivificato guidato dal tuo Spirito Santo: il dono per eccellenza. |
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