sabato 4 luglio 2015

Vangelo del giorno 05/07/2015

Mc 6,1-6
Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Parola del Signore

venerdì 3 luglio 2015

Vangelo del giorno 04/07/2015

Mt 9,14-17
Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Parola del Signore

giovedì 2 luglio 2015

Vangelo del giorno 03/07/2015

GV 20,24-29
Mio Signore e mio Dio!

Dal Vangelo secondo Giovanni

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Parola del Signore


Commento a Gv 20,24-29
Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo..

Come vivere questa Parola?
Oggi festeggiamo San Tommaso, l'apostolo che non accetta la testimonianza degli altri, ma deve vedere e toccare per credere alla risurrezione di Gesù. Forse noi ci troviamo in accordo con Tommaso, uomo concreto (Gv 14,5), che esige una certa sicurezza prima di impegnarsi; uomo che amava Gesù, con il coraggio di sentirsi pronto anche a morire con lui (Gv 11,16).
Gesù risponde quasi alla lettera alle esigenze di Tommaso, invitandolo a portare il dito nelle cicatrici delle mani e mettere la mano nel suo costato. L'apostolo, con profonda commozione, proclama la sua professione di fede: "Mio Signore e mio Dio!"; io credo che tu sei risorto, non sei una fantasma; sei il Messia glorioso e il Dio vivente. Gesù riprende Tommaso perché la fede pura non ha bisogno di segni e prodigi: "beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!". 
Certamente la risurrezione di Gesù dai morti dimostra in modo più chiaro e convincente che egli è Signore e Dio: però è anche vero che il racconto delle esperienze di Gesù risorto da parte di testimoni oculari, affermano e nutrono la nostra fede, ancora imperfetta.

Nella mia pausa contemplativa oggi, mi confronto con la figura di Tommaso: egli, nella forza della fede in Gesù risorto divenne capace di diventare missionario della Parola e anche martire a causa di essa.

Signore Gesù, fa' crescere la mia fede nella tua risurrezione; fa' crescere il mio amore per te tramite la tua Parola nelle Sacre Scritture e la tua Presenza nell'Eucaristia. Tu sei il mio Signore e il mio Dio!