Mc 5,21-43
Fanciulla, io ti dico: Àlzati!
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Commento su Marco 5,21-43 Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme. Mc 5,21-43 Come vivere questa Parola? Queste parole di Gesù fanno parte di una pagina in cui si alternano due episodi drammatici. Avvisano Gesù che la figlia del capo della sinagoga non è più un'inferma da visitare perché guarisca: ormai è morta! Nello stesso tempo una donna che, nella speranza di ottenere da Gesù la guarigione, ha toccato il lembo del suo mantello, sente fermarsi il flusso di sangue che da anni la priva di forze. Gesù va decisamente nella casa del capo della sinagoga. Certo la gente pensa che vada per esprimere la sua partecipazione a un lutto tanto doloroso. La sorpresa è prima in quello che lui dice, e poi in quello che, tramite lui, succede. Egli afferma: la bambina non è morta ma dorme. Lui è al suo capezzale e la restituisce alla gioia di vivere. Ecco, quel che sottolineiamo è il duello morte-vita. Gesù sa che la morte è, per eccellenza, il nemico dell'uomo e le toglie il pungiglione cambiandole l'identità. Ne fa una "dormizione" non l'uccisione della vita. Non a caso, sulle iscrizioni tombali antiche era scritto che quanti giacevano lì riposavano in Dio, attendendo il risveglio della resurrezione finale. Proprio questa è la verità che conta! E bisogna lasciarsi interpellare. Per me la morte è il disastro-distruzione ineluttabile o un sonno in funzione del passaggio alla vita piena e perenne? La mia forza, Signore, è la certezza d'essere anch'io, e già ora, un con-risorto in speranza. Aumentala in me! |
domenica 28 giugno 2015
Vangelo del giorno 28/06/2015
venerdì 26 giugno 2015
Vangelo del giorno 27/06/2015
Mt 8,5-17
Molti verranno dall’oriente e dall’occidente e sederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe. | |||
Commento Mt 8,5-17
• Il vangelo di oggi continua la descrizione delle attività
di Gesù per indicare come metteva in pratica
• Matteo 8,5-7: La richiesta del centurione e la risposta di
Gesù. Analizzando i testi del vangelo, è sempre bene fare attenzione ai piccoli
dettagli. Il centurione è un pagano, uno straniero. Non chiede nulla, informa
soltanto Gesù dicendo che il suo impiegato sta male e che soffre terribilmente.
Dietro questo atteggiamento della gente nei confronti di Gesù, c’è la
convinzione che non era necessario chiedere le cose a Gesù. Bastava
comunicargli il problema. E Gesù avrebbe fatto il resto. Atteggiamento di
fiducia illimitata! Infatti, la reazione di Gesù è immediata: “Io verrò e lo
curerò!”
La reazione del centurione. Il centurione non
aspettava un gesto così immediato e così generoso. Non si aspetta che Gesù vada
fino a casa sua. E partendo dalla sua esperienza di ‘capo’ trae un esempio per
esprimere la fede e la fiducia che aveva in Gesù. Gli dice: “Signore, io non
sono degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio
servo sarà guarito. Perché anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di
me e dico a uno: Va’, ed egli va; e a un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio
servo: Fa’ questo, ed egli lo fa”.
Questa reazione di uno straniero dinanzi a Gesù rivela qual
era l’opinione della gente nei riguardi di Gesù. Gesù era una persona in cui
potevano aver fiducia e che non avrebbe allontanato colui o colei che fosse
ricorso/a a Lui per rivelargli i suoi problemi. E’ questa l’immagine di Gesù
che il vangelo di Matteo ci comunica .
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Medjugorje Messaggio del 25 giugno 2015
Messaggio del 25 Giugno 2015
"Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi dona la grazia
di potervi amare ed invitare alla conversione. Figlioli, Dio sia il vostro
domani, non guerra ed inquietudine, non tristezza ma gioia e pace devono
regnare nei cuori di tutti gli uomini e senza Dio non troverete mai la pace.
Perciò, figlioli, ritornate a Dio e alla preghiera perché il vostro cuore canti
con gioia. Io sono con voi e vi amo con immenso amore. Grazie per aver risposto
alla mia chiamata.”
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