Lc 4,38-44
È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato. | |||
Commento su Lc 4,38-44 Non è più la sinagoga il luogo dell'incontro con Dio, ma la casa. E nella casa in cui Dio sceglie di abitare avviene il primo miracolo: la suocera di Pietro è guarita per servire. La comunità dei cristiani è guarita per servire i fratelli che premono alla soglia. È la soglia il luogo dell'evangelizzazione, il luogo dell'annuncio. La Chiesa è chiamata a diventare la soglia fra il mondo e Dio. Gesù, rubando tempo al sonno, si ritira in preghiera per trovare forza nel Padre: più siamo travolti dalle cose da fare e più dobbiamo avere il coraggio di trovare del tempo per stare con Dio e vivere di Lui. La preghiera prolungata lo porta ad una decisione: non resterà a Cafarnao dove, pure, ora è famoso e la sua opera efficace, ma andrà per altri villaggi della Giudea. Anche noi siamo chiamati ad imitare il Signore: a diventare soglia di accesso a Dio, proprio perché guariti nel profondo, ad attingere la forza del nostro annuncio da una prolungata preghiera quotidiana, ad annunciare il Signore ovunque, senza costruirci un piccolo feudo in cui rassicurarci a vicenda diventando dei piccoli professionisti del sacro. Aria, gente, imitiamo il Signore e facciamo uscire il vangelo dalle sacrestie impolverate! |
mercoledì 31 agosto 2016
Vangelo del giorno 31/08/2016
martedì 30 agosto 2016
Vangelo del giorno 30/08/2016
Lc 4,31-37
Io so chi tu sei: il santo di Dio! | |||
Commento su Luca 4,31-37 Che parola è mai questa? Una parola che libera dagli spiriti impuri, che allontana il demone della schizofrenia religiosa di chi "sa" la fede senza viverla, che restituisce dignità alle persone. Che parola è mai questa? Se solo avessimo il coraggio di ascoltarla e meditarla con la fede dei santi! Questa parola scardinerebbe le nostre paure, allontanerebbe ogni demone dalla nostra vita, ci restituirebbe a serenità, ci farebbe volare e non camminare! Non è una parola come le altre, è Dio che agisce in noi, che suscita in noi ciò che dice, che crea, come la sua prima parola, sia, creò l'universo. Che parola è mai questa? La leggiamo dopo duemila anni e sembra che oggi parli al nostro cuore che illumini la nostra giornata e le nostre scelte. Anche noi, stupiti, attingiamo alla Parola che rende Gesù nostro contemporaneo, che ci permette di credere e di scoprire nuovi mondi, di passare di grazia in grazia, di gioia in gioia, di capire il mistero profondo dell'animo umano e dell'universo. Che parola è mai questa? Ancora vogliamo metterla al centro della nostra riflessione, del nostro percorso, sapendo che il Signore sempre parla ai nostri cuori... |
lunedì 29 agosto 2016
Vangelo del giorno 29/08/2016
Mc 6,17-29
Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista. | |||
Commento su Marco 6,17-29 Il più grande uomo vissuto. Un complimento così ci fa riflettere, ovviamente. Ancora di più se a farlo è Gesù in persona. Giovanni Battista, di cui oggi celebriamo il cruento assassinio, è un modello di umanità compiuta, un gigante della coerenza, un asceta integerrimo. Di lui sappiamo poco: vive nel deserto di Giuda in attesa del Messia, accoglie i penitenti che dalla ricca Gerusalemme scendono da lui per un bagno di conversione nel Giordano. La sua è una vita dura, essenziale, improntata al servizio totale nei confronti dell'annuncio del Regno. Non ha paura di nessuno, non appartiene a nessuna scuola di pensiero, tiene testa ai dottori del tempio e ai devoti. Ha una parola sferzante per tutti, uno schiaffo morale che spinge le persone a pentirsi, a cambiare atteggiamento, a interrogarsi. Pochi sanno che, al tempo di Gesù, la fama del Battista era maggiore di quella del Nazareno e per un certo periodo i discepoli di Gesù dovettero confrontarsi con quelli di Giovanni. Anche la sua morte è vissuta all'insegna della coerenza e della testimonianza. Chiediamo a Giovanni di essere capaci di donare tutto alla causa del Regno, senza tirarci indietro davanti a nulla. |
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