martedì 8 dicembre 2015

Vangelo del giorno 09/12/2015

Mt 11,28-30
Venite a me, voi tutti che siete stanchi.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore


Commento su Mt 11, 28-30

"Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Mt 11, 28-30

Come vivere questa Parola?

Il contesto dei capitoli 11 e 12 di Matteo sottolinea e mette in rilievo il fatto che i poveri, i piccoli sono gli unici a capire ed accettare la sapienza del Regno, o meglio quei piccoli e quei poveri che hanno il coraggio di non lasciarsi ingabbiare dai propri ragionamenti ed entrare in una logica diversa, una logica "divina" data da due atteggiamenti: umiltà e mitezza.

Gesù infatti indica la mitezza e l'umiltà come gli unici atteggiamenti da imparare da Lui stesso. L'umiltà come qualità fondamentale dell'amore, quella che stima l'altro superiore a se stesso e sa mettersi al posto giusto. La mitezza come la qualità "del perdente".

Senza umiltà e mitezza non c'è amore, esiste solo prepotenza. L'umiltà e la mitezza sono la Sapienza dell'Amore ed entrare dentro la mitezza e umiltà è un dono, un dono soprattutto da implorare nella preghiera.

Gesù mite e umile di cuore, rendi il mio cuore simile al Tuo!

Preparami il cuore al Tuo Natale!

Vangelo del giorno 08/12/2015

Lc 1,26-38
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore


Commento su Lc 1, 26-38

«Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Lc 1, 26-38

Come vivere questa Parola?

Gioisci, Amata da Dio, non sei più sola: Lui è con te! Parole rivolte a Maria, ma rivolte anche a ciascuno di noi, da quando la Bella Notizia del Vangelo è entrata nella nostra vita. Il Battesimo è la Porta di questa nostra gioia e da allora "Amata da Dio" è il nostro nome ed è quello a cui siamo chiamati: essere "pieni di Grazia"! Siamo tutti dei "graziati": è l'essenza del nostro essere, è il nostro nuovo nome, è l'impronta digitale della nostra figliolanza. E questo nome mette dentro di noi l'avversione al male: Gesù riempiendoci di Lui ci salva dal male e ci apre le porte ad una gioia infinita!

Ecco da dove scaturisce il dono della Misericordia: da questo Suo Amore Appassionato - che per Maria è dono anticipato della Pasqua e per noi dopo - vuole trovare casa in noi per essere sempre con noi.

Maria Immacolata custodiscici dal male e dal peccato e donaci la pace!

Guidaci in questo cammino verso il Natale!

domenica 6 dicembre 2015

Vangelo del giorno 07/12/2015

Lc 5,17-26
Oggi abbiamo visto cose prodigiose.

Dal Vangelo secondo Luca

Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

Parola del Signore


Commento su Luca 5,17-26

Abbiamo visto cose prodigiose. E continuiamo a vederle. Abbiamo visto persone consumate dal dolore e dalla vita incontrare il sorriso del Signore e correre gridando di gioia per la speranza ritrovata. Abbiamo visto persone paralizzate dal peccato e dal vizio essere portate a spalle davanti a Dio da amici veri. Abbiamo visto il perdono donato senza misura, affidato alle mani di poveri preti peccatori come noi, dispensatori di grazia. Abbiamo visto, continuiamo a vedere e ancora vedremo. Abbiamo raccontato le grandi opere di Dio e ancora le racconteremo. E tutto il prodigio è scaturito dalla scoperta che Dio è diventato accessibile, si è fatto uomo, uno di noi. E che ha deciso di condividere in tutto la nostra umanità, eccetto il peccato che, in effetti, è la non umanità. E se ci dedichiamo del tempo per riflettere come Maria, anche se la nostra, come la sua, è una vita nascosta fra le pieghe della storia, e se cerchiamo le persone su cui riposa, abita lo Spirito, è perché vogliamo che i prodigi continuino per noi e per tutti nel prossimo Natale. E lodiamo il Signore perché ci guarisce da ogni paralisi del cuore e dell'anima...