Mt 9,35-10,1.6-8
Vedendo le folle, ne sentì compassione.
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Commento su Mt 9,35-10,1.6-8 «Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore!» Come vivere questa Parola? Dio, pieno di compassione, si china sulle miserie umane per soccorrerle e prospettare un futuro migliore e una ripresa gioiosa. Le persone sono come pecore senza pastore, avvilite e deluse nel deserto della vita: Gesù non solo se ne prende cura, ma dà ai discepoli il potere di scacciare i demoni e di guarire le infermità dunque sollecita i suoi discepoli ad essere presenti fraternamente, a restituire la dignità alle persone, aiutandole con tutti i mezzi a disposizione, almeno con la comprensione e la vicinanza. Anche a noi oggi Gesù rivolge l'invito ad essere partecipi della sua ansia di compassione e a continuare la sua missione di salvare gli uomini, a sentirci responsabili, pregando anzitutto il Padre che invii operai nella sua Messe poi donando e condividendo generosamente ciò che siamo e ciò che abbiamo per essere missionari e diffondere il messaggio evangelico. Aiutami, Signore, ad essere un testimone credibile della tua bontà e della tua compassione e aiutami a portare gioia e verità e a quanti sono oppressi dal dolore e dall'errore. |
venerdì 5 dicembre 2014
Vangelo del giorno 06/12/2014
giovedì 4 dicembre 2014
Vangelo del giorno 05/12/2014
Mt 9,27-31
Gesù guarisce due ciechi che credono in lui. | |||
Commento su Mt 9, 27-31 «Allora Gesù toccò loro gli occhi e disse: "Avvenga per voi secondo la vostra fede". E si aprirono loro gli occhi» Mt 9, 27-31 Come vivere questa Parola? Due ciechi chiedono insistentemente a Gesù di aver pietà di loro, di poter essere guariti. E Gesù, nella sua misericordia, li libera dalle tenebre che oscuravano la loro esistenza, toccando i loro occhi e pronunciando parole che realizzano il loro desiderio. Ora anch'essi lo possono contemplare, vedere la splendida realtà del creato. Anche noi, in questo periodo di Avvento, imploriamo il Signore di liberarci dalle nostre tenebre interiori, di recuperare la vista della fede, di lasciarci illuminare dalla Parola di Dio e dal dono dello Spirito Santo. Rendiamoci consapevoli delle zone d'ombra che ci impediscono di sentire e di operare in piena sintonia col Vangelo, mettendoci sotto la luce potente della verità e dell'amore divino. Allo stesso tempo aumentiamo il nostro desiderio di luce, concretizzandolo nell'impegno e nella conversione del cuore e ristabilendo l'armonia nella nostra vita. Aiutaci, Signore, ad essere luminosi nelle scelte, a vedere la realtà in modo equilibrato e sereno, ad essere "figli della luce" (come dice s. Paolo, Ef 5,8). |
Vangelo delgiorno 04/12/2014
Mt 7,21.24-27
Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli. | |||
Commento su Mt 7, 21.24 «Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia» Mt 7, 21.24 Come vivere questa Parola? La bontà di Dio ci ammonisce contro l'illusione che basti sospirare il nome del Signore o biascicare qualche preghiera per entrare nel regno dei cieli, ma occorre praticare gli insegnamenti e fare la volontà del Padre celeste, cioè impegnarsi seriamente nella nostra vita a vivere coerentemente il messaggio evangelico. In una parola: imitare Gesù. Solo così la nostra casa sarà fondata saldamente sulla roccia. Anche se ci capitano momenti di sconforto, di delusione, di dolore, non dobbiamo temere: di fronte alle inevitabili prove della vita, alle tentazioni, aggrappiamoci alla roccia viva che è Cristo, testimone fedele del Padre. Potrà crollare ciò che è superfluo, ciò che era falsa apparenza, ma rimarrà l'essenziale: l'amore e la fiducia in Dio. O Signore aiutami a costruire, giorno per giorno, una casa fondata sulla roccia che resista all'infuriare delle tempeste e sia faro di luce per la testimonianza cristiana |
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