Mt 16,13-23
Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli. | |||
Commento su Mt 16,13-23 Simone riconosce in Gesù il profeta, qualcuno di immensamente più grande: la presenza stessa di Dio, il Messia atteso da tempo. E la sua professione di fede è davvero straordinaria: Gesù non assomiglia in alcun modo al Messia vittorioso che tutti stavano aspettando. E Gesù gli restituisce il favore, svelandogli la sua identità profonda: Simone è una roccia, una pietra, è saldo nella fede e perciò su di lui i fratelli faranno affidamento. Ma Pietro non capisce bene il peso di ciò che il Signore ha detto: Gesù è disposto a svelare il volto del Padre in ogni modo, anche a costo di morire. Apriti cielo! Pietro lo prende da parte (è pur sempre appena stato nominato Papa!) e lo redarguisce: così facendo demoralizza le truppe. Povero Pietro! Non ha capito molto di ciò che sta accadendo! Gesù lo invita a conversione, a non ragionare come gli uomini ma di entrare nella logica di Dio... Gesù ci svela a noi stessi: quando lo riconosciamo nostro Signore giungiamo a capire chi siamo veramente. Ma la conversione dura tutta la vita: non basta avere un ruolo, nella Chiesa, per non incorrere in pesanti scivoloni, per non sbagliare. Occorre sempre vigilare su noi stessi. | |||
giovedì 4 agosto 2016
Vangelo del giorno 04/08/2016
martedì 2 agosto 2016
Medjugorje Messaggio del 02/08/2016
Medjugorje Messaggio del 02 Agosto 2016
“Cari figli, sono venuta a voi, in mezzo a voi, perché mi
diate le vostre preoccupazioni, affinché possa presentarle a mio Figlio e
intercedere per voi presso di Lui per il vostro bene. So che ognuno di voi ha
le sue preoccupazioni, le sue prove. Perciò maternamente vi invito: venite alla
Mensa di mio Figlio! Egli spezza il pane per voi, vi dà se stesso. Vi dà la
speranza. Egli vi chiede più fede, speranza e serenità. Chiede la vostra lotta
interiore contro l’egoismo, il giudizio e le umane debolezze. Perciò io, come
Madre, vi dico: pregate, perché la preghiera vi dà forza per la lotta
interiore. Mio Figlio, da piccolo, mi diceva spesso che molti mi avrebbero
amata e chiamata “Madre”. Io, qui in mezzo a voi, sento amore e vi ringrazio!
Per mezzo di questo amore prego mio Figlio affinché nessuno di voi, miei figli,
torni a casa così come è venuto. Affinché portiate quanta più speranza,
misericordia e amore possibile; affinché siate i miei apostoli dell’amore, che
testimonino con la loro vita che il Padre Celeste è sorgente di vita e non di
morte. Cari figli, di nuovo maternamente vi prego: pregate per gli eletti di
mio Figlio, per le loro mani benedette, per i vostri pastori, affinché possano
predicare mio Figlio con quanto più amore possibile, e così suscitare
conversioni. Vi ringrazio!”
Vangelo del giorno 02/08/2016
Mt 14,22-36
Comandami di venire verso di te sulle acque. | |||
Commento su Mt 14, 22-36 Il miracolo è avvenuto, la folla se n'è andata sazia ed esterrefatta. Gesù, stanco, vuole stare solo col Padre, riprendere fiato e il dialogo interiore con la sua sorgente. Mentre è in preghiera scoppia la tempesta sul lago, che ben conosciamo. Succede anche a noi così, come agli apostoli: dopo una straordinaria esperienza di fede, la tempesta si scatena intorno a noi. Le tenebre non sopportano la luce e quando vedono che compiamo dei gesti verso di essa, si scatenano. Gesù raggiunge e tranquillizza i discepoli e noi. Pietro, l'immenso Pietro, irruente e fragile, si butta in acqua, per imitare il Maestro. E sta a galla, finché non si accorge di stare a galla! Anche noi, per fede, possiamo compiere dei gesti eclatanti, galleggiare su problemi che pensavamo irrisolvibili, finché ci accorgiamo di non esserne capaci! Che sciocco Pietro e noi! Se capissimo che occorre tenere fisso lo sguardo negli occhi del Signore, per potere affrontare e superare ogni tempesta, ogni bufera, ogni tribolazione! Lasciamoci raggiungere, amici, e rassicurarci dal Signore che viene sulle onde, senza paura, fidandoci di lui, che può portare la barca della nostra vita verso il porto sicuro del suo amore! |
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