Lc 24,13-35
Riconobbero Gesù nello spezzare il pane. | |||
Commento su Lc 24,13-35 «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Lc 24,13-35 Come vivere questa Parola? L'episodio dei due discepoli di Emmaus è uno dei brani più suggestivi e aderenti alla nostra realtà di persone in cammino, con dubbi, perplessità e desideri. Ci presenta due persone tristi e deluse, che tornano sui loro passi, lontano da Gerusalemme e dalla comunità, aggiornate sugli ultimi avvenimenti capitati, ma ormai - pensano -.tutto è finito, è inutile continuare una esperienza, che pareva esaltante. Ma Gesù si fa loro compagno di strada, li ascolta interessato e interviene spiegando le Scritture e infine si ferma con loro a cena: viene riconosciuto nello spezzare il pane. Ed essi infine ritornano a Gerusalemme a condividere la lieta notizia. È un vero cammino di fede quello che ci presenta il brano: è Gesù che oggi - attraverso la Chiesa - si fa presente nella divina parola e nell'Eucarestia, si accosta a noi nella vita di ogni giorno, ci interroga e ci illumina sugli avvenimenti rileggendoli alla luce di Dio. Se avvertiamo la misteriosa ma reale presenza di Gesù nella nostra esistenza, i nostri occhi possono aprirsi alla verità e il nostro cuore all'amore e alla condivisione. Signore, aumenta la mia fede, perché possa riconoscerti nel viaggio della mia vita e il mio cuore possa ardere di gioia nel sentire la tua parola. |
martedì 7 aprile 2015
Vangelo del giorno 08/04/2015
lunedì 6 aprile 2015
Vangelo del giorno 07/04/2015
Gv 20,11-18
Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose. | |||
Commento su Gv 20,11-18 «Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: "Ho visto il Signore!" e ciò che le aveva detto» Gv 20,11-18 Come vivere questa Parola? Maria di Magdala, che ha vissuto il dolore della separazione e della morte di Gesù, si ritrova sola, in lacrime con la sua sofferenza e la sua immensa pena: non ha ancora avvertito l'esultanza pasquale, non vede che il vuoto attorno a sé e vuole solo stare accanto a colui che amava, invece constata che: «hanno portato via il mio Signore...». Ma improvvisamente sente il timbro di una voce familiare che la interpella, le domanda il motivo del suo pianto e infine la chiama per nome: le fa capire la sua identità profonda, la sua vicinanza, la comprensione del suo dolore, ma allo stesso tempo la invita a guardare al futuro, a non chiudersi nel suo isolamento, ma ad andare dai discepoli ad annunciare la lieta notizia che Cristo è risorto e salirà al Padre. In questo significativo brano del Vangelo noi vediamo da una parte la profonda attenzione di Gesù alle persone, la sua preoccupazione di lenire il dolore: «Donna perché piangi?»: un Gesù sensibile alle nostre sofferenze e preoccupato di riportarci nella serenità e nella gioia. Dall'altra anche un Gesù maestro, che ci insegna a non trattenere per se stessi quanto ci è caro e appagante, ma ad uscire dal piccolo mondo (oserei dire ristretto guscio), a trasmettere agli altri le immensità dell'amore divino: in una parola a purificarci da ogni nostro attaccamento a qualsiasi cosa, ma a confidare solo in Dio. La ricerca di Gesù non si conclude in una comunione appagante a due, ma è sempre finalizzata a far conoscere Gesù a tutti: «Va' dai miei fratelli e di' loro..». Signore Gesù risorto, fa' che anche noi possiamo rallegrarci nel sentire la tua voce che ci chiama per nome - come è capitato a Maria di Magdala - ed aprire il nostro cuore ai fratelli e sorelle, testimoniando la tua risurrezione. |
domenica 5 aprile 2015
Vangelo del giorno 06/04/2015
Mt 28,8-15
Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno. | |||
Commento su Mt 28,8-15 «Ed ecco, Gesù venne loro [= alle donne] incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno» Mt 28,8-15 Come vivere questa Parola? Il vangelo di oggi pone in evidenza l'atteggiamento gioioso delle pie donne che corrono ad avvertire i discepoli della risurrezione di Gesù, contrapposto a quello delle guardie, che preferiscono la menzogna dietro ricompensa del denaro. Poco prima esse si erano recate con tristezza al sepolcro per rendere omaggio ad un corpo morto: ora con gioia e timore, avvertendo un evento superiore alla comprensione umana, incontrano il Risorto che le saluta e le tranquillizza. Le donne avevano dato un esempio di fedeltà di amore e di dedizione durante la vita di Gesù: ora sono premiate con un particolare gesto di attenzione di Gesù che appare a loro e le rende "apostole" degli apostoli: «Andate e annunziate ai miei fratelli...». Come è consolante per tutti noi: Gesù risorto si definisce "fratello" di tutti i discepoli, ci fa entrare nella sua gioia e nella sua gloria di essere figli di Dio, ci fa superare la tristezza del dolore e della morte: lo scoraggiamento può essere vinto, se noi avvertiamo la presenza del Risorto in ogni momento della nostra vita. Signore Gesù risorto, che hai ridato a noi la vita, concedici di annunciare con gioia il tuo vangelo di salvezza a quanti sono travagliati dalla paura e dall'angoscia, di seguirti e di lasciarci prendere sulle tue spalle negli ostacoli della nostra esistenza. |
Iscriviti a:
Post (Atom)


