martedì 25 luglio 2017

Medjugorje Messaggio del 25/07/2017


Ultimo Messaggio di Medjugorje, 25 luglio 2017



"Cari figli! Siate preghiera e riflesso dell'amore di Dio per tutti coloro che sono lontani da Dio e dai comandamenti di Dio. Figlioli, siate fedeli e decisi nella conversione e lavorate su voi stessi affinché la santità della vita sia per voi veritiera. Esortatevi al bene attraverso la preghiera affinché la vostra vita sulla terra sia più piacevole. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”

domenica 2 luglio 2017

Medjugorje Messaggio del 2 luglio 2017

Medjugorje Messaggio del 02/07/2017



Cari figli, vi ringrazio perché rispondete alle mie chiamate e perché vi radunate intorno a me, intorno alla vostra Madre Celeste. So che pensate a me con amore e speranza. Io sento amore verso ognuno di voi, come anche lo sente il mio amatissimo Figlio, che per mezzo del Suo amore misericordioso, sempre e nuovamente mi manda a voi. Lui che era uomo e Lui che è Dio, uno e trino. Lui che a causa vostra ha sofferto nel corpo e nell’anima. Lui che si è fatto pane per sfamare le vostre anime. Figli miei, vi insegno come essere degni del Suo amore. Per poter rivolgere a Lui i vostri pensieri, per poter vivere mio Figlio. Apostoli del mio amore, vi avvolgo con il mio manto perché come madre desidero salvarvi. Vi prego, pregate per tutto il mondo. Il mio cuore soffre. I peccati si moltiplicano, sono troppi. Però con il vostro aiuto, voi che siete umili, pieni d’amore, nascosti e santi, il mio cuore trionferà. Amate mio Figlio al di sopra tutto e tutto il mondo per mezzo di Lui. Non dimenticate mai che ogni vostro fratello porta in se qualcosa di prezioso: l’anima. Perciò figli miei, amate tutti coloro che non conoscono mio Figlio, perché per mezzo della preghiera, dell’amore che proviene dalla preghiera, loro possano diventare migliori, affinché, la bontà in loro, possa vincere. per poter salvare le anime e avere la vita eterna.Apostoli miei, figli miei, mio Figlio vi ha detto di amarvi gli un gli altri; che questo sia scritto nei vostri cuori e con la preghiera provate a vivere questo amore. Vi ringrazio.

domenica 25 giugno 2017

Medjugorje Messaggio del 25/06/2017

Ultimo Messaggio di Medjugorje, 25 giugno 2017




"Cari figli! Oggi desidero ringraziarvi per la vostra perseveranza ed invitarvi ad aprirvi alla preghiera profonda. Figlioli, la preghiera è il cuore della fede e della speranza nella vita eterna. Perciò pregate col cuore fino a che il vostro cuore canti con gratitudine a Dio Creatore che vi ha dato la vita. Figlioli, io sono con voi e vi porto la mia benedizione materna della pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

domenica 28 maggio 2017

Vangelo del giorno 29/05/2017

Gv 16,29-33
Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Parola del Signore


Commento su Gv 16,29-33

Difficile misurare la propria fede. Difficile sapere se siamo o meno capaci di professare la nostra fiducia nel Dio di Gesù. Difficile, soprattutto, quando le cose vanno male o non vanno come avremmo sperato. Quando ci sembra tutto chiaro, come accade agli apostoli prima dell'arresto, in realtà ancora non abbiamo sperimentato il limite del nostro limite, la misura della nostra fragilità. Quante volte pensiamo (speriamo) di avere alle spalle un solido percorso di fede ed invece ci troviamo a rimettere tutto in discussione? Proprio la luce dell'ascensione ci rassicura: Gesù è salito al cielo per essere presente qui e ovunque. E chiede di dimorare nella pace che è la sua presenza. Siamo amati, siamo nelle mani e nell'abbraccio fiducioso di Dio, cosa dobbiamo temere? Anche quando il mare è in tempesta se ci immergiamo nella profondità degli abissi troviamo la calma assoluta. Così nella nostra vita: se troviamo il tempo ed il coraggio di dimorare nelle profondità dello Spirito, possiamo trovare quella pace che Dio solo può dare, che non risolve i problemi, ma ci aiuta a vederli in una luce nuova. La luce della fede.

sabato 27 maggio 2017

Vangelo del giorno 28/05/2017

Mt 28,16-20
A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore


Commento su Mt 28,16-20

Egli è con noi, fino alla pienezza dei tempi. Non se n'è andato, non ci ha lasciato soli, non è fuggito. È tornato al padre per restare, per insegnarci a diventare adulti, nell'umanità e nella fede. Oggi inizia il faticoso ed esaltante tempo della Chiesa!


Oggi è la festa della presenza eterna di Cristo in mezzo a noi per sempre! Per essere definitivamente presente Gesù aveva bisogno di non avere più limiti di tempo, di spazio. Eterno, egli dimora in seno al Padre e in questa eternità ha un corpo di uomo. Oggi è la festa della moltiplicazione e della estensione dell'amore di Cristo per cui ognuno può dire, nella fede, a ragione: io ho incontrato Cristo. Lo stesso Cristo che ha camminato con i piedi impolverati duemila anni fa, lo stesso Cristo riconosciuto presente nelle comunità primitiva. Di più. Ora, in Dio, c'è un uomo. In questa pienezza di assoluto che non riusciamo a raffigurare c'è il volto ben definito di un uomo: Gesù di Nazareth. Non vi sentite più a vostro agio? Lo sguardo di Dio è lo sguardo penetrante e tenero di un uomo straordinario come era Gesù di Nazareth. Ora Dio sa, per sempre, cosa significa essere uomo. Conosci la fatica del lavoro? Anche Dio. Conosci la gioia della festa? Anche Dio. Conosci il conforto dell'amicizia? Anche Dio. Conosci il giudizio tagliente e inumano? Anche Dio. E, infine, l'inimmaginabile: conosci la morte? Anche Dio. Nulla, solo il peccato, che è l'anti-umanità, è ormai estraneo a Dio. È straordinario pensare a questa indicibile intimità tra Dio e ciascuno d noi. Indicibile ma reale!
   

venerdì 26 maggio 2017

Vangelo del giorno 27/05/2017

Gv 16,23-28
Il Padre vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».

Parola del Signore.


Commento su Gv 16,23-28

Quel giorno non mi domanderete più nulla. In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.

Gv 16,23-28

Come vivere questa Parola?

Il verbo greco aitéo indica la preghiera di richiesta, una richiesta fatta nel nome di Gesù, uniti a Lui.

In questo brano evangelico Gesù ci suggerisce di chiedere al Padre nel Suo Nome, di pregare attraverso di Lui. Ecco anche perché le preghiere liturgiche terminano sempre con l'invocazione per Cristo Nostro Signore, alla quale noi rispondiamo: Amen!

"Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, Egli ve la darà". Quante volte noi dubitiamo che le nostre preghiere vengano ascoltate. Ma Gesù ce ne dà la conferma: non solo le preghiere vengono ascoltate, ma esaudite. Per questo dobbiamo chiedere al Padre. Chi chiede al Padre è il Figlio, è colui che si sente figlio. Noi molte volte trattiamo Dio da Padrone, e ci dimentichiamo che Dio Padre ascolta la preghiera del bambino, del povero, dell'ammalato, di colui che si fa piccolo, umile e si nasconde nel palmo della sua mano, certo di venire esaudito. Questo è l'atteggiamento che dobbiamo fare crescere: la certezza di essere esauditi... che si chiama fede!

Signore aumenta la mia fede!

Medjugorje Messaggio del 25/05/2017

Medjugorje Messaggio del 25 maggio 2017




"Cari figli! L’Altissimo mi ha permesso di invitarvi di nuovo alla conversione. Figlioli, aprite i vostri cuori alla grazia alla quale tutti siete chiamati. Siate testimoni della pace e dell’amore in questo mondo inquieto. La vostra vita qui sulla terra è passeggera. Pregate affinché attraverso la preghiera aneliate al cielo e alle cose celesti ed i vostri cuori vedranno tutto in modo diverso. Non siete soli, Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

martedì 25 aprile 2017

Medjugorje Messaggio del 25 Aprile 2017



                                          Ultimo Messaggio di Medjugorje, 25 Aprile 2017


"Cari figli! Amate, pregate e testimoniate la mia presenza a tutti coloro che sono lontani. Con la vostra testimonianza ed il vostro esempio potete avvicinare i cuori che sono lontani da Dio e dalla Sua grazia. Io sono con voi e intercedo per ciascuno di voi perché con amore e coraggio testimoniate ed esortiate tutti coloro che sono lontani dal mio Cuore Immacolato. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. 

domenica 2 aprile 2017

Medjugtorje Messaggio del 02/04/2017

Ultimo Messaggio di Medjugorje, 2 aprile 2017



"Cari figli, apostoli del mio amore, spetta a voi diffondere l’amore di mio Figlio a tutti coloro che non l’hanno conosciuto. A voi, piccole luci del mondo, che io istruisco con materno amore perché splendano chiaramente di uno splendore pieno. La preghiera vi aiuterà, perché la preghiera salva voi, la preghiera salva il mondo. Perciò, figli miei, pregate con le parole, con i sentimenti, con l’amore misericordioso e col sacrificio. Mio Figlio vi ha mostrato la via: lui, che si è incarnato ed ha fatto di me il primo calice; lui, che col suo sublime sacrificio vi ha mostrato come bisogna amare. Perciò, figli miei, non abbiate paura di dire la verità. Non abbiate paura di cambiare voi stessi ed il mondo diffondendo l’amore, facendo in modo che mio Figlio sia conosciuto ed amato amando gli altri in lui. Io, come Madre, sono sempre con voi. Prego mio Figlio che vi aiuti affinché nella vostra vita regni l’amore: l’amore che vive, l’amore che attrae, l’amore che dà vita. Questo è l’amore che io vi insegno, l’amore puro. Spetta a voi, apostoli miei, riconoscerlo, viverlo e diffonderlo. Pregate per i vostri pastori con sentimento, affinché possano testimoniare mio Figlio con amore. Vi ringrazio! "

sabato 25 marzo 2017

Medjugorje Messaggio del 25/03/2017


Ultimo Messaggio di Medjugorje, 25 marzo 2017




"Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti ad aprire i vostri cuori alla misericordia di Dio affinché attraverso la preghiera, la penitenza e la decisione per la santità iniziate una vita nuova. Questo tempo primaverile vi esorta, nei vostri pensieri e nei vostri cuori, alla vita nuova, al rinnovamento. Perciò, figlioli, io sono con voi per aiutarvi affinché nella determinazione diciate SÌ a Dio e ai comandamenti di Dio. Non siete soli, io sono con voi per mezzo della grazia che l'Altissimo mi dona per voi e per i vostri discendenti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. "

venerdì 3 marzo 2017

Vangelo del giorno 03/03/2017

Mt 9,14-15
Quando lo sposo sarà loro tolto, allora digiuneranno.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Parola del Signore


Commento su Mt 9,14-15

Da sempre la Chiesa propone, durante i venerdì di quaresima, di praticare l'astinenza dalle carni. È un gesto semplice, alla portata di tutti, che serve da una parte a ricordare la morte cruenta di Gesù in croce e, dall'altra, a porre un freno ai nostri appetiti, a ristabilire una gerarchia nella nostra vita, facendo in modo che sia sempre e solo la volontà a prevalere. Oggi, certo, questa proposta va accolta con intelligenza. Quando la proposta penitenziale venne elaborata, la carne era cibo per i ricchi ed era un invito a condividere le scelte dei poveri. Oggi che la carne è venduta ad un costo uguale alla frutta, forse bisogna intendersi bene! Non è astinenza privarsi di un hamburger da pochi euro per rimpinzarsi di prelibatezze di pesce! Non facciamo gli ipocriti come il buon re Luigi XIV, re Sole, che, nella Francia del Seicento faceva penitenza quaresimale sostituendo le posate d'oro con quelle d'argento... Oggi possiamo fare astinenza, ad esempio, saltando un pasto o consumando l'equivalente di quanto consuma un africano o accontentandoci di un panino. Ma che sia un gesto che ci apre alla generosità verso i poveri, e alla comprensione del loro dolore. E alla voglia di provvedere, per quanto poco ognuno di noi può, ai loro bisogni.

giovedì 2 marzo 2017

Medjugorje Messaggio del 02/03/2017

Messaggio del 2 marzo 2017




“Cari figli, con amore materno, vengo ad aiutarvi ad avere più amore. Ciò significa più fede. Vengo ad aiutarvi a vivere, con amore, le parole di mio Figlio in modo che il mondo sia diverso. Per questo apostoli del mio amore vi raccolgo intorno a me. Guardatemi con il cuore. Parlatemi, come ad una madre, dei vostri dolori, fatiche e gioie. Chiedete che io preghi mio Figlio per voi. Mio Figlio è misericordioso e giusto. Il mio cuore materno desidera che siate così anche voi. Il mio cuore materno desidera che voi, apostoli del mio amore, a tutti coloro che vi circondano, con la vostra vita, parliate di mio Figlio e di me, perché il mondo sia diverso, perché torni semplicità e purezza, perché torni fede e speranza. Perciò figli miei, pregate, pregate, pregate con il cuore, pregate con amore, pregate con opere buone, pregate perché tutti conoscano mio Figlio, perché il mondo cambi, perché il mondo si salvi. Vivete con amore le parole di mio Figlio, non giudicate, ma amatevi gli uni gli altri, perché il mio cuore possa trionfare. Vi ringrazio”.

Vangelo del giorno 02/03/2017

Lc 9,22-25
Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Parola del Signore


Commento su Luca 9,22-25

Il rischio c'è, eccome. E Gesù ce lo ricorda: si può guadagnare il mondo e perdere l'anima. Si può passare il tempo ad investire nelle cose importanti della vita, gli affetti, la famiglia, il lavoro, dimenticando la ragione per cui esistiamo. Il nostro occidente ha riempito il cuore delle persone di cose, dimenticandosi che il cuore delle persone si colma solo con la presenza di Dio! Abbiamo dimenticato di occuparci dell'anima, abbiamo messo da parte il lungo, faticoso e contorto cammino di questi duemila anni, la scoperta, per l'umanità, di un Dio accessibile ed incontrabile. Stiamo meglio, ci nutriamo adeguatamente (troppo!), abbiamo (quasi) imparato a relazionarci senza scannarci, riusciamo a realizzare parte delle nostre aspirazioni... eppure il senso di insoddisfazione è nell'aria, visibile, palpabile. Le ragioni sono tante, certo, e tutte vere: il lavoro eccessivo, le città sporche, i ritmi insostenibili... Ma, sotto sotto, quello che ci manca davvero è la risposta alla grande domanda dell'esistenza: chi sono io? Cos'è la mia vita? Chi può colmare il mio infinito desiderio di bene? Non perdiamo l'anima, che non vale il mondo intero!

giovedì 16 febbraio 2017

Vangelo del giorno 16/02/2017

Mc 8,27-33
Tu sei il Cristo… Il Figlio dell’uomo deve molto soffrire.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Parola del Signore


Commento su Marco 8,27-33

Chi è per me il Signore? Non per gli altri, non a partire da quello che dice la gente, non a partire dall'opinionista di turno o dal genio che pensa di avere scoperto il "vero" Gesù. Chi sei per me, Gesù? Non a partire dalla cose che ci hanno insegnato, senza risposte da catechismo, senza risposte giuste o sbagliate. Vuole verità, da noi, il Signore, vuole anche sentirsi mandare a quel paese, se necessario, ma che sia autentico il nostro agire, autentica la nostra fede, anche se sofferta. Ritagliamoci un istante di verità, nella nostra giornata, rimettiamo il Cristo al centro della nostra ricerca, delle nostre attese. Non c'è nulla di peggio, nella fede, del lasciare che la fede si depositi, che le sicurezze ammuffiscano, che lo slancio iniziale dell'incontro si lasci avvolgere dalla polvere e dalle ragnatele della quotidianità. È sempre per strada, il Maestro, sempre avanti, sempre altrove, e ci invita ad uscire dalle nostre (piccole) certezze di cattolici benpensanti, a non imitare Pietro che insegna a Dio come si fa a fare Dio. Se davvero abbiamo messo i nostri piedi nelle orme del Maestro, non spaventiamoci se ci ritroviamo vicini al Golgota, a sperimentare l'assoluto del dono di sé.

martedì 14 febbraio 2017

Vangelo del giorno 14/02/2016

Lc 10,1-9
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Parola del Signore


Commento su Luca 10,1-9

Oggi la Chiesa celebra i fratelli Cirillo e Metodio, grandi evangelizzatori dell'Europa dell'est, riconosciuti come patroni d'Europa insieme a Edith Stein e san Benedetto. L'occasione per guardare alle comuni radici cristiane così poco valorizzate dagli europei...

Non so se sia stata una grande trovata il fatto di celebrare i due fratelli evangelizzatori il giorno in cui ricordiamo il vescovo di Terni, Valentino! Ma così è e molte volte i santi devono spartirsi la devozione e la fama... Ma diversamente da altri esempi, come la triste invasione di Halloween che sta lentamente ma inesorabilmente scalzando la festa dei Santi, in questo caso Cirillo e Metodio volentieri cedono il palcoscenico al vescovo Valentino, patrono degli innamorati, che tante attenzioni e tenerezze susciterà, oggi, nel mondo. L'amore di coppia ha bisogno di più di un santo protettore, soprattutto in questi tempi! Purtroppo l'amore di coppia è stato allontanato dalla sua radice profonda: cosa c'entra Dio con gli affetti, le emozioni, l'innamoramento? Eppure i cristiani continuano a dire che l'amore che sperimentiamo deriva da Dio, che è Dio che ha inventato l'amore. Allora solo mettendoci alla sua scuola possiamo imparare ad amare, solo tornando alle radici possiamo riscoprire il vero volto dell'Amore che si riverbera nel nostro amore. Chiediamo a san Valentino di vegliare su chi si ama e di insegnarci a conoscere la novità del cristianesimo sull'amore di coppia!

lunedì 13 febbraio 2017

Vangelo del giorno 13/02/2017

Mc 8,11-13
Perché questa generazione chiede un segno?

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

Parola del Signore


Commento su Marco 8,11-13

Di quanti segni abbiamo bisogno per credere? Gesù ha appena sfamato 4000 capifamiglia partendo da una manciata di pani e di pesci. Muti e sordi, ciechi e storpi, lebbrosi e paralitici, contravvenendo all'ordine del Maestro, urlano al mondo di essere stati guariti. Molti di più hanno trovato nelle sue parole lo specchio di una vita diversa, altra, e il volto di un Dio inatteso e tanto desiderato. E altri cantano le sue gesta, non eroiche, non eclatanti. Il sorriso fatto ai bambini, e la pazienza nell'ascoltare il dolore, e la compassione, vera, adulta, virile, che emerge da ogni suo gesto. Di quanti altri segni abbiamo bisogno per credere? Come se Dio fosse una marionetta al nostro servizio. Come se, per esistere, Dio dovesse continuamente esaudire i nostri desideri, a volte seri, molto più spesso futili ed inutili. Di quanti altri segni ho bisogno per credere che Dio è ed è presente nella nostra quotidianità? Prima di iniziare la settimana, allora, proviamo a fare memoria, in questo piccolo momento di preghiera che scalda il nostro cuore, dei tanti segni con cui Dio ci manifesta la sua infinita e inattesa misericordia...

venerdì 10 febbraio 2017

Vangelo del giorno 10/02/2017

Mc 7,31-37
Fa udire i sordi e fa parlare i muti.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Parola del Signore


Commento su Marco 7,31-37

Fa bene ogni cosa, il Signore Gesù, allora come oggi. Fa parlare i muti e udire i sordi. Noi, sordi ai richiami di Dio, storditi dalle troppe informazioni che abbiamo, travolti dagli impegni, dalle chiacchiere televisive, dai comizi, dagli opinionisti. E resi muti in un mondo che non sa ascoltare e che ci fa diventare delle fotocopie, che ci obbliga a schierarci da una parte o da un'altra, sempre in conflitto, sempre in affanno. Ci libera le orecchie, il Signore Gesù, ci permette di ascoltare la Parola come mai l'abbiamo ascoltata, senza cantilene, senza insopportabili prediche, senza paroloni incomprensibili. E ci permette di parlare, di dire, di raccontare le grandi opere che egli compie in ciascuno di noi. Incontrarlo ci apre ad una dimensione nuova, conoscerlo ci spalanca la mente e gli orizzonti. Sì: fa bene ogni cosa il Signore, ci cambia prospettiva. Senza clamore, senza sbandierare ai quattro venti la nostra fede, senza fare gli ossessi. Fa bene ogni cosa, il Signore: ci spalanca ad una visione di fede, tutto acquista senso, tutto assume una coloritura diversa. Fa bene ogni cosa, il Signore, ancora oggi, se lo lasciamo fare.

giovedì 9 febbraio 2017

Vangelo del giorno 09/02/2017

Mc 7,24-30
I cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.
Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

Parola del Signore


Commento su Marco 7,24-30

Il racconto della guarigione della figlia della donna pagana è presente anche in Matteo ma qui, in Marco, ci sono meno particolari. Stupisce, però, l'insistenza che fa Marco sulla totale estraneità di questa donna dalla tradizione biblica: l'evento avviene a Tiro, quindi fuori dai confini di Israele, questa donna è siro-fenicia (due popoli storicamente nemici di Israele!) e parla pure in greco! In Israele la purezza e la santità erano inversamente proporzionali alla distanza dal tempio di Gerusalemme: già i galilei erano visti con sospetto, figuriamoci questa donna! Eppure Gesù la incoraggia e accetta la sua fede superstiziosa e superficiale: se il banchetto del Padre è rivolto anzitutto ai figli di Israele, anche i cagnolini possono sfamarsi delle briciole che cadono dalla mensa. Lasciamo a Dio giudicare il cuore delle persone, di coloro che, ancora oggi, consideriamo "lontani" solo perché non hanno fatto la nostra esperienza di fede. Non esistono "stranieri" agli occhi di Dio ma ogni uomo che cerca in sé risposta e consolazione può incrociare misteriosamente lo sguardo del Signore. Lasciamo a Dio il giudizio e siamo disponibili verso ogni uomo che oggi incontreremo!

mercoledì 8 febbraio 2017

Vangelo del giorno 08/02/2017

Mc 7,14-23
Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Parola del Signore


Commento su Marco 7,14-23

Gesù contesta l'interpretazione restrittiva della Legge che fanno i farisei. Contesta il fatto di mettere sullo stesso piano le norme che derivano dall'alleanza da tanti piccoli precetti osservati con scrupolo. L'idea dei farisei era che osservando tutte le prescrizioni (!) si era graditi al cospetto di Dio. Gesù, invece, ci ricorda che a Dio siamo graditi sempre, con o senza osservanza delle Leggi e che, eventualmente, le norme servono a farci vivere meglio, non a meritarci Dio che è gratis. Quelle che regolano la purità rituale, ad esempio, vengono ricondotte al loro significato profondo di regole di igiene alimentare, senza far diventare matte le persone. Ma, si sa, fatichiamo ad imparare e se le Leggi dell'Antico Testamento sono finite in soffitta, noi cattolici siamo stati bravi a ricreare tante piccole norme per sentirci la coscienza a posto. L'amore non è anarchico, si assume delle responsabilità, certo, e la fedeltà si manifesta anche nell'osservanza di alcune regole. Ma tutto e sempre nell'orizzonte di una manifestazione d'amore e non nell'illusione di metterci "in regola" davanti a Dio! Dio ci chiede di essere dei figli adulti e responsabilmente liberi, non dei fantocci!